Di quartiere in quartiere, a Berlino la creatività è di casa (I)

Grazie ai i suoi 180 musei, 430 gallerie, agli oltre 150 teatri e alle 130 sale cinematografiche Berlino mantiene il titolo di capitale tedesca della cultura e del design. Cadute le vecchie separazioni e le inutili barriere ogni quartiere, da est a ovest, ha messo in atto politiche concrete per accogliere artisti e intellettuali anche da tutto il mondo. Quali sono oggi i quartieri più creativi a Berlino?
“Da est a ovest il panorama è assolutamente ricco – ci spiega Stefano Gualdi, fondatore di Go art, agenzia di servizi guida e programma culturali della città – il primo a svilupparsi è stato Mitte, nell’ex Germania Est, subito dopo la caduta del muro. Sempre a esttroviamo Prenzlauer Berg rinato dopo il 2000 e più recentemente, nell’area ovest, Kreuzberg e Neukölln.
 
Il quartiere di Mitte è quello che durante la guerra ha subito i maggiori danni, come è riuscito a dare avvio ad un programma di ricostruzione in ambito spiccatamente creativo?
Avendo tanti spazi ancora liberi, case semidistrutte e fabbriche vuote a disposizione di chiunque avesse voglia, tempo e soldi per ristrutturarle, Mitte ha offerto ad artisti, curatori, intellettuali, fotografi e architetti, spazi creativi a bassissimo costo di gestione.  
 
Che tipo di politiche concretamente hanno reso possibile questa rinascita?
Grazie ad un’amministrazione molto attenta all’industria creativa, Mitte ha potuto sviluppare delle idee potendo contare anche su contributi pubblici. Ogni quartiere a Berlino ha degli assessorati tra cui quello alla cultura, che come gli altri gode anche di finanziamenti propri.
 
Facciamo qualche esempio.
Il KW Institute for Contemporary Art oggi è un luogo per esposizioni d’arte, ma fino a dieci anni fa era un’ex fabbrica di margarina rimasta durante il periodo della guerra fredda completamente abbandonata, senza finestre e nulla. Un gruppo di giovani intellettuali e creativi nel ‘92 lo ha occupato ed ha iniziato a organizzare mostre d’arte. Fra loro uno in particolare, Klaus Biesenbach, uno studente di medicina, interruppe i suoi studi per dedicarsi a quest’attività culturale. Chiaramente non poteva da solo pagarsi le spese e organizzare la stampa dei cataloghi e degli inviti, quindi chiese un aiuto al quartiere che gli offrì la possibilità di fare attività culturali in parte finanziate. A metà anni ‘90 con i soldi della lotteria nazionale l’edificio è stato completamente risanato e riaperto come sede di un’associazione culturale. Oggi l’associazione ottiene finanziamenti almeno per il 50% dal Senato di Berlino e ilresto da privati, provenienti per esempio da società immobiliari. (continua)

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Tue, 13.07.2010 0

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15.01.2010

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