
Sconfitta sul campo, la Germania vince in creatività
Creatività al servizio dell’economia. O viceversa. È questa la regola che ha reso la Germania il paese europeo più all’avanguardia nel campo della cultura, dell’arte e del design. Delusioni calcistiche a parte i tedeschi confermano dunque di avere talento e immaginazione, o meglio, di avere talento nell’usare l’immaginazione. Lontano dalle interpretazioni fantasiose delle virate tentacolari del polpo Paul, segnali di questa comprovata attitudine andrebbero cercati innanzitutto nel fruttuoso intreccio tra lavoro e cultura.
Con un milione di posti di lavoro e 63 miliardi di euro fatturati ogni anno, l’industria culturale pesa sempre di più sull’economia del paese e occupa il 3,3% del prodotto interno lordo.
“Per i tedeschi lavorare nella creatività vuol dire occuparsi di quattro settori più importanti, l’arte moderna e contemporanea, il design, l’architettura moderna e la moda – ci spiega Rijert Kettelhake, direttore dell’Ente Nazionale Germanico per il turismo - Intorno a questi settori ci sono inoltre molti eventi e manifestazioni che contribuiscono a rendere interessante l’intero panorama.
Che conseguenze ha tutto questo movimento sullo stile di vita dei tedeschi?
Tante, l’intero paese ha acquisito una nuova immagine grazie ai tanti giovani creativi arrivati da ogni parte del mondo.
Qual è il legame tra quest’impulso fortemente creativo che la Germania si è data e il turismo?
Un ottimo esempio è il mercato italiano. Nell’ultimo anno la percentuale di turisti italiani in Germania è cresciuta del 30% e l’Italia è diventato il paese più presente in ambito turistico. Abbiamo scoperto che questo cambiamento dell’immagine della Germania, da semplice meta di vacanze a paese in fermento, vicino all’Europa, partner attivo dal punto di vista sociale ed economico, ha risvegliato l’interesse da parte dei paesi confinanti. In tanti, italiani e non, vanno in Germania perché sono curiosi di sapere come e perché questi cambiamenti sono avvenuti.
Berlino è stata la città che ha dato il via a questo cambiamento. Come è successo?
Dopo la caduta del muro, inizio anni ’90, i giovani berlinesi, soprattutto dell’Est, sono stati i primi a darsi da fare perché avevano perso il lavoro e molto altro delle loro vecchie vite e dovevano industriarsi per cercare nuove strade. Inoltre Berlino è sempre stata una città giovane e lo è tutt’ora perché i berlinesi sono sempre stati aperti al nuovo. Si vede dalla facilità con cui hanno accolto nuovi gruppi etnici. Sappiamo che oggi la Germania è il terzo paese al mondo per numero di immigrati (il 12% della popolazione) provenienti soprattutto da Turchia, Serbia, Italia, Grecia, Polonia e Croazia. Molti di loro vivono a Berlino e sono perfettamente integrati con la popolazione locale.
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Tue, 13.07.2010
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