Il cinema del Mediterraneo in scena al MedFilmFestival di Roma

Un mare di incontri, di diversità, di dialogo. Il Mediterraneo si conferma sempre più luogo di scambio di culture diverse che guadagnano diritto di parola e di espressione anche grazie al cinema. In questa direzione si muove il MedFilmFestival, giunto alla XVI edizione, che apre il prossimo 11 novembre con un cartellone più interessante che mai. Quest'anno la più antica manifestazione cinematografica della Capitale, in concomitanza con l'Anno europeo della Lotta alla povertà e all'esclusione sociale, dedica particolare attenzione alle culture minori dell’area Euro-mediterranea, proponendo un viaggio all’insegna della comprensione e della condivisione attraverso il linguaggio universale del cinema.

“Abbiamo la fortuna di lavorare in un luogo magico dove non esiste “un altro distante”, il nostro Mediterraneo è un “mare di incontro” luogo di confronto e conoscenza, di  riconoscimento della Diversità come Valore, dove nasce e si tesse “il dialogo e la convivenza” ha ribadito Ginella Vocca, Presidente e fondatore della manifestazione.
Dall’11 al 21 novembre arriveranno a Roma circa 100 film e 60 protagonisti del cinema mediterraneo ed europeo. Ospiti d’onore di questa edizione Spagna e Libano, focus su Francia, Marocco, Turchia e Belgio, per declinare insieme il tema dell’alterità vista dalle due sponde del mare.

Tra i titoli di spicco del Concorso Ufficiale, Korkoro/Liberté del Maestro gitano Tony Gatlif, che racconta con il suo sguardo insieme crudo ed elegante, l’olocausto subito dal popolo gitano durante la seconda guerra mondiale. Grande attesa anche per El gran Vázquez, pellicola spagnola originalissima firmata da Óscar Aibar, che MedFilm presenta in anteprima italiana. Il film racconta la vita pittoresca e la smodata genialità del migliore illustratore spagnolo degli anni ’60, interpretato dal sorprendente Santiago Segura.
 
Apertura l’11 novembre alle ore 19,30 all’Auditorium della Conciliazione con una interessantissima serata: direttamente da Berlino, dove è stato premiato con l’Orso d’Oro, arriva Semih Kaplanoğlu con il suo Bal, opera ultima della trilogia del regista di Yumurta e Sut, presentati in anteprima italiana nell’edizione 2008 del MedFilmFestival.
Il film, presentato da MedFilm in assoluta anteprima italiana e candidato a rappresentare il cinema turco agli Oscar, narra la storia del piccolo Yusuf, che affronta la temuta foresta alla ricerca del padre. Girato tra i magnifici boschi dell’Anatolia ed interpretato dalla stella nascente del cinema Bora Atlas (di appena 8 anni) Bal è una toccante parabola senza tempo che coniuga la regia attenta di Kaplanoğlu ad una fotografia lirica e piana.
 
La proiezione sarà preceduta dalla consegna del Premio Koiné 2010 ad Amara Lakhous, scrittore e giornalista algerino, ma anche cittadino italiano che ha indagato il legame tra i popoli del Mediterraneo e il cui primo romanzo, Scontro di civiltà in un ascensore di Piazza Vittorio, è diventato un film.


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Tue, 09.11.2010 0

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15.01.2010

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