Buon compleanno Tate! Il museo londinese compie dieci anni e continua a crescere

Decimo compleanno per la Tate Modern di Londra. Il 12 maggio del 2000 apriva infatti i battenti il museo che fatto guadagnare alla capitale londinese uno posto di rilievo nel tempio delle capitali mondiali della cultura contemporanea, al fianco di New York con il Moma e di Parigi con il Centre Pompidou.
Il mercato premia gli audaci si potrebbe dire perché a guardare il bilancio di questo primo decennio, i risultati confermano scelte che allora parevano assai rischiose: i due milioni di visitatori l’anno previsti all’inizio sono rapidamente lievitati fino a toccare quota 5 milioni, contro i 3,53 milioni annui del Centre Pompidou e i 2,8 del MoMa.
Fatti due conti sono 13 mila gli ingressi registrati ogni giorno dal museo londinese che è diventato  la terza attrazione della città dopo il British Museum e la National Gallery.
Il segreto di tanto successo? Primo, la posizione strategica, riva sud del Tamigi, quartiere di Bankside; secondo, l’aspetto originario dell’edificio, una vecchia fabbrica astutamente ristrutturata. All’interno grandi spazi luminosi possono ospitare e dare pieno risalto, complice una rustica neutralità, ad ogni genere di opera o performance partorita dalla mente del più eclettico degli artisti contemporanei. Un esempio di come un apparente limite architettonico sia stato trasformato in un’opportunità.
 
Quarto elemento la politica museale di Nicholas Serata, carismatico direttore che ha volutamente lesinato sulle collezioni permanenti, meno preziose di quella del MoMa e del Pompidou, scegliendo di puntare su un “arrangiamento” più originale. Alla Tate le opere non sono disposte in ordine cronologico o per correnti artistiche, ma secondo criteri concettuali che comprendono il gesto, il materiale, la poesia o la natura. L’intreccio di stimoli e messaggi che il visitatore riceve diventa così più libero e inconsueto tanto che si ha l’impressione di poter scegliere la propria strada senza dover necessariamente seguire una lezione d’arte.
Altro elemento che può spiegare il successo del museo il fatto, non trascurabile, che due piani siano ad accesso gratuito, una vera eccezione in Europa.
Quanto al contenuto vero e proprio delle esposizioni, l’abilità di Serata e della sua squadra è stata quella di recuperare artisti e opere che i londinesi non avevano mai visto in casa: da Morandi a Warhol, da Newman a Hopper, da Frida Kahlo a Rousseau a Kandinsky fino ai più contemporanei come Bill Viola, Sigman Polke, Paul McCarthy e Cy Twombly.
 
Tanta arte e creatività hanno impregnato a tal punto la pesante e grigia atmosfera londinese da rendere Londra una tra le capitali europee più creative, patria di artisti superquotati nel mondo come Damien Hirst o Tracey Emin.
Alla fine tanto successo è stato anche premiato dal progetto di allargamento del museo, una Tate Modern “due” che sorgerà in un edificio totalmente nuovo alto 76 metri e i cui lavori procedono di pari passo con quelli del villaggio olimpico dell’East End. L’apertura del museo dovrebbe coincidere con l’inaugurazione dei giochi del 2012 e il costo dell’operazione è di 247 milioni di euro anche se per ora il museo dispone di poco più del 25 per cento.
Una sfida che la capitale britannica affronterà come sempre con coraggio, operosità e creatività.

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Mon, 10.05.2010 0

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15.01.2010

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