Berlinale, il cinema italiano conquista l’Europa. Parla Pietro Marcello regista de La bocca del Lupo (I)

Ha appena portato a casa il Premio Caligari e il Teddy Award all’ultima Berlinale. Per fortuna, per una volta, l’Italia si era già accorta della perla che aveva tra le mani, perché, prima di varcare il confine, il film di Pietro Marcello, La bocca del lupo ha guadagnato il Gran Premio al Torino Film Festival(primo titolo italiano in 27 edizioni) e il Premio Fipresci della stampa internazionale. Ma no finisce qui perché il prossimo 18 marzo concorrerà alla rassegna Cinema du réelal di Parigi. Con un curriculum così, il film di Marcello potrebbe riaccendere la speranza che il cinema italiano possa tornare agli antichi splendori.
Lui, Pietro Marcello, regista di questo coraggioso affresco della Genova dei nostri tempi dai toni neorealisti e dai temi azzardati è un casertano di 34 anni già regista del documentario Il passaggio della linea. Realizzato con un budjet di centomila euro, voluto fortemente dalla Fondazione dei padri gesuiti San Marcellino di Genova, il film narra la storia d’amore tra un emigrante appena uscito dal carcere e un trans detenuto per droga. Abbiamo intervistato il regista Pietro Marcello:
 
Il film la bocca del Lupo racconta una storia d’amore e parallelamente raccontala storia della città di Genova, quindi una storia pubblica e una storia privata.
Una storia che riguarda gli ultimi. Che cosa voleva raccontare di questa storia?
Ho raccontato una storia vera perché son venuto a conoscenza di questa vicenda unica secondo me anche perché ci dice che l’amore è possibile anche nella diversità. Parliamo di Enzo e Mary le cui vite sono state piene di sofferenza. Mary ha avuto un’infanzia ricca, una buona istruzione fino a quando ha scoperto la sua sessualità che non era accettata dalla famiglia. Compiuti i diciotto anni è scappata a Genova dove si erano formate le prime comunità di transessuali. Enzo ha un’infanzia completamente diversa, è arrivato a Genova che aveva due anni, è cresciuto nei caruggi, il padre era un contrabbandiere e da lì è iniziata la carcerazione, la vita di strada.
Cosa tiene insieme queste due vite disperate?
L’amore e la voglia di difendersi uno con l’altro.
Attorno ai due protagonisti si muove una Genova un po’ oscura. Che mondo è e chi sono gli abitanti di questo mondo?
Wed, 24.02.2010 0

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15.01.2010

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