Capitali della cultura, le strategie per il successo. Intervista a Franco Bianchini (II)

Seconda parte – Prosegue l’intervista a Franco Bianchini, docente di Politiche culturali all’università di Leeds, in Gran Bretagna sulle strategie che determinano il successo del modello europeo "capitale della cultura".
 
Il secondo elemento che determina il successo della strategia culturale di una città è un approccio integrato, che metta cioè insieme diversi saperi. Che esempi abbiamo in questo senso?

Per esempio Liverpool, capitale nel 2008 ha coordinato bene i vari aspetti delle politiche pubbliche, la sicurezza urbana, i trasporti pubblici e l’illuminazione. Ha collegato i dipartimenti e gli assessorati del comune che si occupavano di scuola e sanità in particolare attraverso un progetto chiamato “Creative communities” rivolto ai quartieri più svantaggiati della città.
 
Cosa hanno fatto?

Hanno portato artisti anche molto quotati in questi quartieri per farli lavorare a contatto con tutta la popolazione, giovani e anziani. Gli stessi artisti hanno poi progettato delle residenze per gli abitanti del quartiere che ne rinnovassero l’aspetto estetico. Hanno poi organizzato convegni e dibattiti intorno a tematiche difficili, dalla criminalità organizzata, al vandalismo, ai comportamenti antisociali.
 
Anche la dimensione internazionale della città è un elemento importante per il successo del modello. Quale città ha privilegiato questo aspetto?

Marsiglia, che sarà capitale della cultura nel 2013. Lì hanno puntato sulla riscoperta del legame storico tra la città, il Nord Africa e il Medioriente. Marsiglia accoglie molti immigrati dai paesi del Maghreb. C’è questo progetto che si chiama “Atelier de la Mediterranée” che prevede una serie di attività, dal teatro, alle mostre alle arti visive, ai convegni tutti eventi focalizzati sul dialogo tra l’Europa continentale e i paesi del Nordafrica e del Medioriente
 
In generale quanto conta per una città investire sulla cultura?

Molto, perché è un investimento che porta posti di lavoro, mette in moto l’economia, rinnova le architetture, infonde uno spirito vitale capace di attrarre visitatori, migliora nel complesso la qualità della vita di chi vive questo tipo di offerta. Faccio ancora due esempi per spiegarmi: a Liverpool nel 2008 sette residenti su dieci hanno visitato un museo o una galleria, e il turismo è cresciuto di quasi il 30 per cento. Mentre a Lille, capitale culturale nel 2004, per ogni euro investito ne sono rientrati dieci.
Fr, 15.01.2010 0

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